Emorroidi: la visita dal medico

Come prepararsi, cosa succede e quali domande farà.


Avete sperato che guarissero da sole. Avete sopportato il prurito, il bruciore e il dolore. Finalmente, avete capito che non si tratta di un’irritazione passeggera, ma di un problema da affrontare in modo specifico e che è necessario rivolgersi al medico.

Ma come affrontare l’argomento “emorroidi” senza troppo imbarazzo? E quali sono gli aspetti importanti da discutere?

Innanzitutto, va chiarito che le emorroidi sono soltanto vasi dilatati, molto fastidiosi, ma non tali da compromettere la salute, né qualcosa di cui vergognarsi.

Rivolgersi al proprio medico di fiducia fin dall’esordio dei sintomi e, poi, al proctologo, qualora siano necessarie indagini più approfondite e trattamenti specifici, è la scelta migliore per alleviare il disturbo ed evitare che peggiori.

Una valutazione tempestiva è preziosa nei rari casi in cui i sintomi che si ritenevano dovuti alle emorroidi dipendono in realtà da altre patologie più serie del colon-retto.

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Prima di andare dal medico è utile fare un elenco dei fastidi percepiti (prurito anale, bruciore e dolore durante l’evacuazione, presenza di muco o di tracce di sangue ecc.) e delle eventuali anomalie presenti (gonfiore localizzato intorno all’ano, protuberanze che possono essere toccate dall’esterno, ecc.), ricordare quando i sintomi hanno iniziato a manifestarsi e in quali occasioni peggiorano o migliorano. Per non dimenticare nessun aspetto del problema, meglio portare con sé un memorandum scritto.

Al medico si dovranno riferire anche altri segni e sintomi di carattere più generale (variazioni del peso corporeo, disturbi di vario tipo, cambiamento del transito intestinale abituale, stanchezza, ecc.), nonché informarlo sulle proprie abitudini di vita (alimentazione, attività fisica, consumo di alcolici, fumo, farmaci o rimedi fitoterapici assunti, igiene intima, attività sessuale ecc.), cercando di essere il più possibile precisi e sinceri.

Da segnalare anche eventuali casi di emorroidi o altre patologie intestinali tra i familiari (genitori, nonni, fratelli, ecc.).

Soprattutto se il dolore sperimentato è molto intenso o se avete avuto perdite di sangue, sarete preoccupati e vorrete avere dal medico tutta una serie di informazioni sulla vostra situazione. Anche in questo caso, meglio pensare in anticipo a tutti i possibili interrogativi da sottoporgli e preparare un lista scritta.

Alcune domande di base sono, per esempio: di che disturbo si tratta esattamente? qual è la causa? come posso fare per attenuare il disagio? esiste una cura definitiva? che tipo di risultati danno i diversi approcci terapeutici e quanto durano? sono rischiosi? posso andare incontro a complicanze, recidive o malattie più gravi?

Se le emorroidi sono piccole e non troppo fastidiose, il medico potrà indicarvi rimedi sintomatici in grado di ridurre prurito e infiammazione e fornirvi una serie di consigli pratici, dietetici e di stile di vita in grado di contribuire a migliorare la situazione.

Viceversa, in presenza di emorroidi estroflesse di dimensioni abbastanza importanti, vi suggerirà di rivolgervi al proctologo per inquadrare meglio la situazione con una visita specialista ed esami mirati e, su questa base, pianificare terapie più importanti per eliminare definitivamente la patologia emorroidaria.