Le cattive abitudini che favoriscono le emorroidi

Stare troppo tempo seduti o in piedi, bere poca acqua, non prendersi cura del proprio intestino. Sono alcuni esempi di comportamenti da evitare.


L’insorgenza di questa fastidiosa patologia è in larga parte dovuta a uno stile di vita inadeguato e a comportamenti che impediscono all’intestino di lavorare in modo ottimale e/o che sollecitano eccessivamente la regione anale e perianale.

Questa considerazione offre la chiave per tutelarsi da inutili sofferenze o, quantomeno, per alleviarle se già presenti, semplicemente modificando le abitudini che più o meno direttamente possono favorirle. Punto primo: la dieta. Su questo fronte, gli aspetti cui prestare maggiore attenzione sono quelli che promuovono stipsi o diarrea oppure infiammazione del canale intestinale. Quindi bisogna evitare di mangiare cibi pesanti, contenenti molti grassi animali, sale e poveri di fibre, preferendo frutta e verdura, legumi, latticini magri (soprattutto yogurt e prodotti contenenti probiotici) e cereali, irrorando il tutto con almeno 1,5-2 litri al giorno di liquidi (preferibilmente acqua, tisane e infusi). Da evitare anche alimenti piccanti, frutta secca, semi non digeribili, bevande gassate o con caffeina e, soprattutto, gli alcolici. Secondo: l’attività fisica. Sempre nell’ottica di favorire il transito intestinale (ma non solo), bisogna smettere di poltrire. Stare seduti troppo a lungo impedisce una buona circolazione sanguigna nella zona anale e perianale e causa persistenti sollecitazioni sfavorevoli allo stesso livello. Inoltre, la sedentarietà promuove aumenti di peso nocivi non soltanto dal punto di vista cardiometabolico, ma anche per l’intestino. D’altro canto, va scoraggiata anche la tendenza a strafare. Sforzi eccessivi, soprattutto a livello addominale e pelvico, causano, infatti, stress deleteri a livello dei vasi sanguigni del retto e dell’ano. Per questa ragione, benché di per sé non “cattivi”, alcuni sport che impongono microtraumi ripetuti a questo livello andrebbero proprio abbandonati da chi soffre di emorroidi: ciclismo, motociclismo, equitazione, canottaggio, body building, ecc. Meglio evitare anche esercizi per gli addominali e il sollevamento di carichi pesanti di qualunque tipo (figli e nipotini compresi). Terzo: igiene intima & co. L’igiene intima deve essere quotidiana, ma delicata. Quindi no a detergenti aggressivi, risciacqui approssimativi, impiego di acqua troppo calda o troppo fredda, asciugamani e carta igienica ruvidi, sfregamenti, applicazione di creme o altri prodotti contenti profumi o additivi potenzialmente sensibilizzanti. Vietati anche tanga e perizomi e, più in generale, biancheria sintetica e colorata. Da scoraggiare anche gli sforzi associati a tentativi di evacuazione troppo insistita e i rapporti anali non lubrificati. Quarto: farmaci. Ci sono farmaci indispensabili di cui naturalmente non si può fare a meno e assumerli non può certo essere considerata una cattiva abitudine. Ma alcuni di essi, come determinati antifiammatori e lassativi, possono dare effetti collaterali da tener presente quando si assumono. Per esempio, i primi possono essere fonte di sensibilizzazione e prurito anorettale, oltre che di irritazioni della mucosa gastroenterica e alterato transito intestinale. I secondi di infiammazione delle pareti dell’intestino ed episodi di diarrea. Tutti fenomeni da evitare, soprattutto se si tende a soffrire di emorroidi.